mercoledì 15 febbraio 2012

Fab Four: Milan-Arsenal 4-0



"Penso che un sogno così non ritorni mai più". Così cantava Domenico Modugno nella sua famosa "nel blu dipinto di blu", stasera invece è tutto meravigliosamente dipinto di rossonero, non c'è un angolo della città che non si sia clamorosamente dipinto di due colori che dominano la notte del 15 Febbraio 2012.
Il Milan porta in scena una rappresentazione di foga e agonismo d'altri tempi, aggredisce subito gli inglesi e trova il vantaggio con un capolavoro del rientrante Boateng: una gemma che merita di essere vista e rivista fino alla nausea e allo stremo delle forze. Poi è ancora Milan, un crescendo che culmina con una giocata sublime di Ibrahimovic che pennella per Robinho che da brutto anatroccolo si trasforma in cigno e realizza il 2-0. L'Arsenal è completamente allo sbaraglio, il Milan tiene costantemente alta la pressione e ha altre chance per portarsi sul 3-0, ma si va al riposo con il doppio vantaggio. Nella ripresa neanche il tempo di sedersi che ancora Robinho sigla il goal del delirio: 3-0 su un'altra giocata da applausi di Ibra. Arsenal annichilito, Milan superbo, continua la pressione costante e incessante davanti al pubblico in estasi. E non poteva mancare la firma di Ibra: Djourou lo stende stramaledendo l'infortunio di Koscielny che lo ha costretto a vivere una delle peggiori serate della sua carriera sportiva e l'arbitro concede il penalty. Ibra realizza: è 4-0, è l'apoteosi più totale.
C'è ben poco da dire quando ti trovi a dover commentare una prestazione del genere, la squadra ha giocato una partita perfetta annichilendo l'avversario e rimettendo anche in discussione il luogo comune di un calcio inglese nettamente superiore al nostro. Prestazione sontuosa di Ibrahimovic, quello che in Champions non è decisivo, stasera è passato praticamente tutto dai suoi piedi. Prestazione da incorniciare anche di Robinho, due goal e un lavoro egregio di copertura e ripartenza. E poi c'è lui, il Principe, al rientro segna un goal da urlo e regala altre giocate che fanno impazzire il pubblico accorso ad assistere ad uno spettacolo indimenticabile. Bene anche gli altri, Antonini, Emanuelson, Nocerino, Van Bommel, Mexes, Thiago Silva, Abate, tutti meritano una menzione questa sera, Abbiati compreso, in due circostanze decisivo su Van Persie. Il Milan ritrova anche Pato entrato nel finale di partita, apparso un pò imballato ma stasera non c'è tempo per pensare a questo. Pensare che solo una settimana fa il Milan contava le ferite e i pezzi mancanti e trovarlo invece oggi in testa al Campionato e praticamente ai quarti di Champions dimostra ancora una volta l'imponderabilità di questo sport.
Adesso ci sarà da dare continuità a questo grandioso risultato anche in Campionato pur dovendo fare a meno di Ibrahimovic che stasera è apparso in forma smagliante.
Una menzione anche per Allegri, criticato quando c'era da criticarlo ma da premiare stasera per le scelte indovinate: l'azzardo di Boateng titolare dopo un mese di stop e la conferma di Robinho nonostante l'appannamento delle ultime settimane. Insomma tutto vero, Milan-Arsenal è 4-0, e a giudicare anche da quanto successo nel pomeriggio, "qualche televisore sarà volato giù dalla finestra", non mi ricordo chi lo diceva, o forse si, ma stasera non facciamo publlicità agli altri, facciamo pubblicità solo a noi stessi che ce la meritiamo tutta.
"Penso che un sogno così non ritorni mai più" ma se si gioca così i nostri sogni li possiamo avverare.

Stush

sabato 11 febbraio 2012

Lo scarto e il bambino: Udinese-Milan 1-2



Aiuto. la parola d'ordine di uno dei pomeriggi più pazzi e imponderabili degli ultimi anni è questa. Udinese-Milan di Sabato 11 Febbraio 2012 è destinata ad entrare nella "hall of fame" delle partite da pazzi, le partite che ti fanno dire una volta di più: "Quanto amo questo sport". Abbiati, Nesta, Zambrotta, Gattuso, Van Bommel, Flamini, Aquilani, Boateng, Merkel, Pato, Cassano, Ibrahimovic, questa non è la formazione del Milan ma l'elenco degli assenti tra squalifiche e infortuni. Difficile pensare di poter andare in casa di una squadra che ha fatto 10 vittorie su 11 partite davanti al proprio pubblico e fare risultato. Ma nel calcio non c'è spazio per pensare, bisogna giocare, poi il resto viene da se. Il primo tempo però confrerma l'impressione: L'Udinese è padrona del gioco: segna con Di Natale al 18' e sfiora in un paio di circostanze il goal del raddoppio. Il Milan non esiste, è lento, inconcludente, macchinoso, non c'è un tiro in porta, un sussulto, un'emozione, niente. I primi 45' si trascinano stancamente sull'1-0 per i Friulani che sembrano condurre senza particolari patemi una partita che poi nella ripresa divamperà in maniera inaspettata. Al rientro il Milan è più carico ma dal punto di vista delle conclusioni non ci sono miglioramenti. Anzi è l'Udinese ad avere le palle per chiudere il match ma Amelia è bravissimo in un paio di occasioni, ma poi ecco, il biondo che cambia la vita, entra Maxi Lopez, lo scarto di Gennaio come lo hanno definito i soliti soloni.
Al 32' il Milan orchestra un contropiede con Emanuelson che serve El Shaarawy, il piccolo-grande faraone fa partire un tiro-cross che Handanovic respinge male, sul pallone si avventa Maxi, lo scarto, e la schiaffa dentro. è 1-1. L'abbiamo ripresa, ma non c'è tempo per festeggiare, bisogna andare avanti e credere che l'imponderabile possa diventare possibile, e infatti...
E' il 40' del secondo tempo, ancora una volta Emanuelson innesca lo "scarto" che fugge sulla fascia, dà uno sguardo in mezzo e serve un cioccolatino al Faraone che segna il goal dell' 1-2. Delirio. A Milano si registra un picco di decibel per le urla dei tifosi rossoneri, mentre nella zona di Torino lo stesso picco si registra per le imprecazioni sparate da chi è rimasto deluso, delusissimo. Una partita vinta con la fortuna, ma con tanto cuore, un cuore incredibile, quasi commovente. E la cosa che rende speciale tutto questo è che la partita in pratica l'abbia decisa lui, con quel numero 21, con quella faccia un pò spaurita di chi sa di essere uno a cui non sono concessi errori, perchè se arrivi come scarto e sbagli sei finito, lui è arrivato come scarto, e adesso? dove sono le prese in giro su Tevez? un momento, ma chi è Tevez?
La vittoria di Udine dimostra ancora una volta quanto sia incredibile il gioco del calcio, imponderabile e per questo bellissimo, capace di regalare emozioni che chi liquida con la classica frase "è solo un gioco", non potrà mai capire, e forse è anche meglio così. La squadra è andata oltre limiti importanti ma non insormontabili, la volontà di vincere è stata ancora più forte dei limiti stessi.
Sarebbe bello sentirli quelli che "Il Milan è Ibra dipendente", quelli che "Lopez va bene come portaborracce", quelli che "sono gesti che fanno male al calcio", sarebbe bello, ma non si sentono.
Siamo primi, è vero la Juventus deve recuperare due partite, ma credetemi guardare la classifica di Serie A stasera dà un senso di serenità che può provare solo chi si trova di fronte ad un tramonto nel cielo mantecato d'Estate.
Adesso arriva l'Arsenal, ma questa è un'altra storia, adesso godiamoci la bella storia dello "scarto e del bambino" che sono la coppia più bella del Mondo, e ci dispiace per gli altri che sono tristi, ma in fondo non ci dispiace neanche un pò.

Stush

domenica 5 febbraio 2012

Nervosetti Anzichè No: Milan-Napoli 0-0




Fischiano a Milano. Fischiano tutti. Fischiano gli arbitri, i tifosi, i vigili urbani, le orecchie dei giocatori quando vengono insultati a intervalli regolari di una decina di secondi. Fischia un pò tutto oggi a Milano. La partita nel primo tempo è un pò una mistica prosecuzione del nulla visto a Roma con la Lazio: La squadra è lenta, non crea gioco, non trova spazi, non ci sono le minime premesse per vedere qualcosa di buono. Gli avversari idem, giocano un calcio sornione, ogni tanto ripartono, ma danno tanto l'impressione di essere venuti a San Siro con lo spirito da Vietcong, tutti in trincea. Il secondo tempo invece deflagra in una serie di emozioni e colpi di scena che però alla fine della fiera lasciano ancor più l'amaro in bocca di quanto non si abbia già. Robinho dimostra ancora una volta che il suo passaporto è falso: Un brasiliano non può presentarsi solo davanti al portiere così tante volte e non riuscire nemmeno ad inquadrare lo specchio della porta, non può. Poi ci pensa Ibra a ravvivare il pomeriggio milanese. Prima si crea una grande occasione dove De Sanctis è bravissimo ad intervenire con la punta delle dita, e poi invece combina un disastro schiaffeggiando Aronica e beccandosi così la terza espulsione da quando veste di rossonero. E ora il rischio che gli vengano afffibbiate tre giornate è concretissimo, e questo rischio sta a significare che lo Svedese potrebbe non giocare il big match di fine Febbraio contro la Juventus. Poi la partita prosegue con l'impressione che possa succedere qualcosa da un momento all'altro, ma rimane un'impressione, il Napoli continua la sua partita di attesa/trincea, il Milan prova disordinatamente a costruire qualcosa ma nulla si concretizza e rimane quel groppo ai coraggiosi che hanno sfidato il gelo del Meazza, quel groppo di chi sa che si rischia grosso adesso. Adesso si va ad Udine senza una sequela impressionante di giocatori, tra squalifiche e infortuni risulterà difficile trovare 11 uomini da schierare, e Allegri non potrà nemmeno essere in panchina perchè sul finale di partita anche lui si becca il cartellino rosso. Insomma è una Domenica che ci porta la seconda partita di fila senza segnare, e soprattutto rende ancora più impervia la marcia di avvicinamento al match di fine Febbraio con la Juventus che sta cercando in tutti i modi di tenere aperto il Campionato, perdendo tantissimi punti con squadre di medio-bassa classfica. Adesso arriva il difficile, tutto sommato l'aver fatto 1 punto nelle ultime 2 partite non rappresenta un dramma, ma ora bisogna invertire la tendenza altrimenti si rischia davvero grosso.Concludo con qualche considerazione personale un pò random:

- Proporrei di ergere una statua dedicata a Mark Van Bommel in centro a Milano
- Ibra, ragazzo mio, ci hai levato le castagne dal fuoco in tantissime occasioni, ma quando ti comporti così sei veramente un pirla
- Ad Udine tra squalifiche e infortuni saranno dolori (comincia a prepararti, il prossimo a giocare potresti essere tu!)
- Non riusciamo mai e poi mai ad avvicinarci alla Juventus quando perde punti
- Emanuelson comincia a giocare bene solo in prossimità di qualche cambio
-Se si va avanti così non si vince nulla
-Robinho non è Brasiliano, è Austriaco

P.s: Ma quando torna Muntari?

P.p.s: Quanto sei bella Roma, quann'è pomeriggio

Stush


sabato 4 febbraio 2012

L'avversario: La Società Sportiva Calcio Napoli

File:Napolistemma.png



Ma bisogna giocare per forza? non si potrebbe rimandare? ma fa freddo!! Ma il calcio è infame, non ci si ferma davanti al freddo, siamo uomini duri e allora si gioca.
A San Siro, che ultimamente sembra un distaccamento di Helsinki, arriva il Napoli del cordialissimo presidente De Laurentiis e dello sportivissimo mister Mazzarri. La partita si giocherà con una temperatura che a Milano ballerà tra i -5 e i -7 gradi, certo a giudicare dalla classifica il Napoli non dovrebbe risentirne più di tanto.
Se torniamo con la mente al 28 Febbraio 2010 ci troviamo di fronte due squadre che si giocano lo scudetto, oggi invece la situazione è piuttosto diversa: Il Milan è ancora lì a giocarsi la vetta della classifica questa volta con la Juventus, gli azzurri invece sono a -14 dai rossoneri e nel 2012 non hanno ancora vinto una partita. I tempi cambiano ma le insidie restano anche perchè la formazione di Mazzarri è praticamente la stessa della passata stagione, anzi addirittura in alcuno reparti ci sono stati dei sensibili rafforzamenti. E' evidente però che il doppio impegno Campionato-Champions ancora non è stato assorbito bene dagli uomini di Mazzarri che quindi si trovano impantanati nel limbo della metà classifica. Milan-Napoli però diventa crocevia importante di questa stagione, il Milan deve vincere per forza per proseguire l'annosa rincorsa alla Juventus, il Napoli per cercare di riagganciare il treno in partenza per l'Europa; motivi validi per seguire la partita ce ne sono insomma. Come sempre facciamo una breve carrellata sugli elementi di spicco della squadra in questione. Cominciamo citando il portiere De Sanctis, ribattezzato De Snaitics dopo le vicessitudini sulle scommesse di questa stagione, un portiere sempre attento e preciso, entrato anche nel giro della Nazionale, pensare che nemmeno lui ci avrebbe scommesso. La fase difensiva è sempre presidiata da Paolo Cannavaro, uno che deve avere un bel pelo sullo stomaco per essere il "fratello di", anche se ultimamente, vista l'ingloriosa fine di Fabio, alla domanda "Ma tu sei il fratello di Cannavaro"? la sua risposte è "Macchè, uno strano caso di omonimia". Ma passiamo agli uomini più pericolosi salendo quindi nella zona avanzata e arrivando ai tre tenori: Hamsik-Lavezzi-Cavani. Per Hamsik questa è una stagione maledetta, non bastava il suicidio del suo parruchiere, si sono aggiunte anche prestazioni molto altalenanti e una media goal nettamente inferiore rispetto a quella delle passate stagioni, forse l'ipotesi del passaggio in rossonero ventilata in Estate lo ha un pò disturbato. Speriamo si ricordi di ciò che stava facendo questa Estate e prosegua con questi standard, in memoria anche del suo parrucchiere. Lavezzi invece è forse uno dei pochi che si è migliorato rispetto alla stagione passata, uno che a Napoli è visto come un Re, certo ogni tanto cercano di rubargli la corona e ci riescono pure ma del resto "uagliò, stà la crisi, c'amma fà?" In ogni caso è lui l'uomo da tenere maggiormente d'occhio dello scacchiere napoletano per la facilità di corsa e la grande capacità negli inserimenti. E poi c'è lui, il Matador Cavani, il bomber per tutte le stagioni. Media goal impressionante per l'attaccante Uruguayano che ormai è divantato idolo di una città intera. Già all'andata ci fece soffire realizzando tre reti, ma era Settembre, faceva ancora caldo, e poi si giocava a Napoli, il sole, le stelle, mica il gelo siberiano della Milano di Febbraio, così passa tutta la magia. Menzione finale per il condottiero del Napoli, Walter Mazzarri, detto Camomillo, bè dai si scherza, si è vero, quando la partita finisce trova sempre un centinaio di alibi e di questo centinaio 99 sono a carico dell'arbitro, ma vabè "so ragazzi", non ce la prendiamo troppo, i meriti all'avversario li riconosce...no forse neanche, però insomma se la sua squadra gioca male lo dice tranquillamente....bè forse no però è molto corretto anche in campo e non litiga mai con nessuno....vabè ragazzi io ci ho provato.
I precedenti Milanesi sono favorevoli al Milan, 3-0 nell'ultimo incrocio l'anno passato,  1-1 l'anno prima con l'innominato in panchina, 1-0 tre anni fa grazie ad un autogoal di Denis dopo un calcio di punizione di Ronaldinho, ma stiamo parlando di preistoria ormai.
Ciò che conta per il Milan è vincere questa partita, vincere, anche giocando male, anche non meritando, ma bisogna vincere, tanto comunque poi dove non arrivano i complimenti dell'allenatore avversario arrivano quelli del Presidente....vabè ragazzi oggi non me ne va proprio bene una.

Stush

mercoledì 1 febbraio 2012

E sempre Allegri bisogna stare: Lazio-Milan 2-0

  


Eliminiamo dal vocabolario di questa stagione la voce "scontri diretti", chiamiamoli in un altro modo, ma basta usare quel termine, porta male, o comunque porta a fare delle prestazioni che fanno senso quasi come un film splatter.
Lazio-Milan è il nulla, è il deserto, è la rappresentazione del vuoto cosmico. Una partita giocata talmente male che è anche difficile trovare un modo sereno e corretto per commentarla.
Andiamo con ordine: iniziamo dicendo che il centrocampo è in piena emergenza e si vede subito, la Lazio copre bene gli spazi e se escludiamo un colpo di testa di Nocerino a inizio match, il Milan non crea nulla di nulla; I biancocelesti non fanno meglio, il primo tempo è uno spot di come non deve essere una partita di calcio.
Il secondo tempo si apre con un episodio sfavorevole: Dias prende platealmente il pallone con la mano, l'arbitro concede il rigore ma su segnalazione del guardalinee rettifica la sua decisione. Guardalinee che poi a fine gara viene accompagnato all'imbocco degli spogliatoi dal suo cane guida.
Detto questo il secondo tempo è un inesorabile proseguo del nulla visto nella prima frazione, la lentezza della manovra farebbe invidia a un mezzo dell'Atm in coda (o anche non in coda). Si continua con un tiki-taka in salsa catalana che però sortisce solo effettivi lassativi nei confronti di chi guarda speranzoso la partita. Ma si sa, chi di speranza vive, disperato muore. Ed ecco allora che verso la mezz'ora la Lazio con Hernanes trova il goal dell'1-0. This is the end my friend, the end. Cadiamo nel baratro del palla lunga e padalare e non riusciamo a fare altro che non sia incassare la seconda rete della Lazio segnata da Tommaso Rocchi che corona così una splendida partita. Fine, titoli di coda, i fatti e i personaggi citati in questo film sono assolutamente reali, 2-0 e tutti a casa, sfottuti anche dal "che ce se siete venuti a fà?" dei Laziali.
Torniamo nell'innevata Milano consapevoli di aver fornito l'assist alla Juve per l'allungo, di aver cominciato nel peggiore dei modi il filotto di Febbraio e soprattutto di aver perso il quarto scontro diretto di questa stagione. Purtroppo è difficile vincere un campionato se non batti nemmeno una delle prime cinque in classifica, e i freddi numeri dicono questo: il Milan quest'anno non sa vincere con le grandi, e così i campionati non si vincono. Muntari fai in fretta a tornare, sta casa aspietta a te.

Stush

martedì 31 gennaio 2012

L'avversario: La Società Sportiva Lazio

File:Laziostemma.png                                                   



Eccoci nel limbo, nel girone dei dannati denominato anche "turno infrasettimanale" 3 schede in una settimana, che vitaccia, mi toccano anche gli straordinari.
La seconda squadra di Roma (avete letto bene, non l'altra squadra non una delle due) è una di quelle compagini che ti fanno venire l'orticaria, almeno a me personalmente. Il gemellaggio con la seconda squadra di Milano (non una delle due, non l'altra) fa si che il tutto si amplifichi. Andare a giocare a Roma con la Lazio è un pò come andare ad Hollywood a vedere una rassegna sui film indiani, ma questo è quello che passa il convento, uno stadio a LAZIO non lo possono fare, accontentiamoci! 
E quindi eccoci a Lazio-Milan, ventunesimo turno del campionato di serie A, all'andata gli aquilotti ci avevano fatto penare e non eravamo andati oltre un pirotecnico 2-2, poi invece è arrivata la Coppa Italia e lì è arrivato il nostro successo 3-1, come dire al momento siamo in attivo.
Alziamo il sipario sugli uomini chiave dell'11 di Reja: La stella della squadra è sicuramente "il profeta" Hernanes, profeta di che non si è ancora ben capito, però je piace chiamallo così e allora chiamamolo così; certo il Brasiliano ha dimostrato di essere un elemento dalle indiscutibili qualità tecniche, un pò discontinuo però comunque un giocatore molto importante, forse il più importante in assoluto. In passato era stato accostato anche al Milan ma poi non se ne fece nulla, peccato, un profeta al giorno d'oggi avrebbe fatto comodo. Altro giocatore su cui prestare molta attenzione è Miroslav Klose, professione Killer dell'area di rigore, uno che nei 16 metri è a suo agio come pochi altri al mondo: pericolo vero, dovrà essere marcato stretto dai nostri baluardi per non crearci pericoli. Anche perchè già all'andata ha timbrato il cartellino, quindi mò fai il bravo a papà eh?
Ma una rondine non fa primavera, e figuriamoci se un Klose fa un'aquila. La Lazio è una squadra che non ha grandissimi nomi, ma ha un'organizzazione di gioco molto solida, e ciò la rende, soprattutto all'Olimpico, una squadra insidiosissima da affrontare. Altri elementi importanti sono il centrale Dias, che tra un pugno, una gomitata e uno sputo fa anche abbastanza bene il calciatore, Lulic uno sconosciuto che però si è conquistato subito la stima dei tifosi e le bestemmie degli avversari, Ledesma, qualità e fosforo in mezzo al campo condito da "quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così" e the last but not the least, il portiere Federico Marchetti, che dopo le cause legali al Cagliari è tornato alla grande  e sta facendo una grande stagione. L'allenatore è Edoardo Reja detto Edy, uno di quei tecnici che hanno fatto la "gavetta" e le soddisfazioni se le meritano, però diciamo che per una sera può anche evitare di prendersele, tanto che è una partita? un apostrofo rosa tra le parole campio e nato. I precedenti all'Olimpico negli ultimi anni ci vedono messi abbastanza bene: l'anno scorso fu 1-1 con Ibra che realizzò il primo goal in campionato in maglia rossonera, l'anno prima con un'allenatore Brasiliano di cui non ricordo nome e fisionomia vincemmo 1-2. Insomma ci sono i presupposti per assistere a una grande partita, speriamo di approfittare della beffarda neve per issarci anche solo temporaneamente soli in vetta alla classifica, poi quel che sarà sarà, ma adesso pensiamo a domani sera a Lazio-Milan all'Olimpico di Lazio, ah no scusate di Roma, ma siete sicuri? si? vabbè, se lo dite Voi.

Stush


lunedì 30 gennaio 2012

Noceribra disco dance: Milan-Cagliari 3-0



Altro 3-0 altro regalo, altra partita destinata ad entrare nell'elenco delle scampagnate Domenicali che tanto fanno bene alle coronarie dei tifosi che ora saranno sottoposte ad un mese di Febbraio di fuoco.
Milan-Cagliari finisce quando il numero 11 rossonero decide che è ora di farla finire; punizione magistrale sotto l'incrocio dei pali, capolavoro balistico che fa sobbalzare i coraggiosi che hanno sfidato il freddo di San Siro e i meno coraggiosi ma egualmente elettrizzati che assistono da casa. Ibra raggiunge quota 15 in campionato, un goal in più di tutti quelli realizzati nello scorso torneo, e siamo solo a metà. In totale raggiunge quota 21 goal in 23 partite ufficiali disputate, non ci sono più aggettivi per l'attaccante Milanista che forse quest'anno sta vivendo la sua miglior stagione Italiana. Poi mettici un Nocerino arrivato per 500.000 euro, che per carità, nella vita reale sono un mucchio si soldi, ma il calcio di reale ha poco o nulla, e in un mondo irreale 500.000 euro sono bazzecole, quisquilie. Mettici un Nocerino che raccoglie un passaggio di petto dell'11 e di sinistro batte con violenza e precisione e la partita entra già nel desìò. Milan Cagliari più che una partita di campionato è la dimostrazione che il Milan negli ultimi anni sul mercato ha lavorato in maniera straordinaria, si segnalano ancora grandi prove di Van Bommel, di Abate, una crescita di Emanuelson, è chiaro, in queste serate va tutto bene, sono come le favole, e infatti arriva anche il lieto fine. Nel secondo tempo Massimo Ambrosini, capitano part-time, entra e segna il 3-0 con un goal degno di un campione di calcetto. Cala il sipario, ma c'è tempo ancora per far eslpodere il loggione; a pochi minuti dal termine entra anche Inzaghi, che se potesse si mangerebbe palla, campo e forse anche gli avversari, commovente per impegno e forza di volontà. Poco altro da dire in una partita che di agonistico ha avuto davvero ben poco, rimandato l'esordio di Maxi Lopez, prestazioni incoraggianti anche per Mexes e per il nuovo arrivato Mesbah, c'era proprio la cornice della fiaba, e così è stata. Il Milan è sempre a meno uno dalla Juve, ora comincia un filotto di partite impressionanti che culiminerà proprio con il Match di fine febbraio contro i bianconeri a San Siro, lì ci si giocherà molto, lì non ci sarà più tempo per le fiabe, ma ci vorrà una partita degna delle migliori battaglie. E il Cagliari? ah perchè c'era anche il Cagliari? non me ne ero proprio accorto. Comunque ora spazio al turno infrasettimanale, sfida con la Lazio, la prima del famoso filotto, noi siamo fatti così, ci piacciono le favole, e tante volte abbiamo portato a casa il lieto fine, se sarà così anche stavolta dipende molto da noi, però per adesso restiamo ancorati alla bella immagine di un ragazzo arrivato nell'indifferenza e nello scherno, che indossa un numero importante e pesante e che oggi ci fa credere che le favole esistano per davvero.

Stush